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GIGI SELLA & PAOLO VIANELLO  «Infant Eyes»
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GIGI SELLA & PAOLO VIANELLO «Infant Eyes»

Negozio/Caligola Records
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GIGI SELLA & PAOLO VIANELLO «Infant Eyes»
Negozio/Caligola Records
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Caligola
GIGI SELLA & PAOLO VIANELLO
«Infant Eyes»
Caligola 2379

Gigi Sella (soprano sax), Paolo Vianello (piano).

1) Ana Maria; 2) Black Nile; 3) El Gaucho; 4) Infant Eyes; 5) Night Dreamer;

6) Yes or No; 7) Fee–Fi–Fo–Fum; 8) This Is for Albert; 10) Limbo.

All compositions by Wayne Shorter

Recorded, mixed and mastered on November 6, 2024,

at Artesuono Recording Studios, Cavalicco (Udine), Italy, by Stefano Amerio.

Wayne Shorter è stato uno dei sassofonisti e compositori più influenti del ventesimo secolo. Paolo Vianello e Gigi Sella si sono posti da subito la domanda su come avvicinarsi alla sua musica e darle nuova vita con una registrazione. La loro ricerca, dopo le molte sessioni di prova effettuate, ha via via rivelato l’importanza dello spazio che nasceva dall’assenza di una sezione ritmica. L’ascolto reciproco è così diventato un elemento centrale del duo. Ciò che è emerso da questo lungo e paziente processo esplorativo è frutto sia di un profondo “interplay” sia di una lettura intimistica delle composizioni del sassofonista americano, alla ricerca di un costante equilibrio tra densità e spazio. «Infant Eyes» è la risposta a queste domande e riflette il rispetto e l’attenzione con cui i due jazzisti veneti hanno affrontato solo una piccola parte del vastissimo repertorio di Shorter. La scelta si è concentrata soprattutto sul periodo formativo di un musicista appena trentenne ma già compositore personale e prolifico, passato nel 1964 dai Jazz Messengers di Art Blakey – per i quali ha scritto This Is for Albert – al quintetto di Miles Davis, cui ha regalato, fra le altre, la bellissima ma poco frequentata Limbo. I suoi primi album da leader, incisi tutti per Blue Note, da «Night Dreamer» (da cui sono state tratte il brano omonimo e Black Nile) a «Adam’s Apple», passando per «JuJu» e «Speak No Evil» (che contiene lo splendido tema che dà il titolo a questo disco), sono diventati pietre miliari del jazz degli anni ’60. L’unica eccezione è rappresentata da Ana Maria – presente nel capolavoro «Native Dancer», registrato nel 1975 con Milton Nascimento – una struggente ballad dedicata alla moglie Ana Maria Patricio, portoghese, che sarebbe morta in un incidente aereo nel 1996. Paolo Vianello è un pianista che sa coniugare una tecnica raffinata ad una non comune sensibilità musicale. È molto attivo sia nella scena del jazz che in quella del pop di qualità. Ha infatti suonato a lungo con Sergio Caputo, ma anche con Ornella Vanoni e Gino Paoli. Gigi Sella, da oltre trent’anni figura di spicco del jazz veneto, è un sassofonista poliedrico che predilige però il soprano. Non è nuovo a questo tipo di formazione, dal sapore cameristico – nel 2003 ha pubblicato sempre per Caligola «Warm Up», affiancato dal pianoforte di Marco Ponchiroli – che esalta meglio di ogni altra il suo intenso e raffinato lirismo.

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Wayne Shorter was one of the most influential saxophonists and composers of the twentieth century. From the very beginning, Paolo Vianello and Gigi Sella set out to explore how to approach his music and bring it to life in a new recording. As their work progressed through numerous rehearsal sessions, they gradually discovered the importance of the space created by the absence of a rhythm section. Mutual listening thus became a central element of the duo. What emerged from this long and patient process is the result of both a deep interplay and an intimate reading of the American saxophonist’s compositions, seeking a constant balance between density and space. «Infant Eyes» offers a response to these questions and reflects the care and respect with which the two jazz musicians from Veneto have approached a small yet significant portion of Shorter’s vast repertoire. Their selection focuses primarily on the formative years of a musician barely in his thirties, yet already a distinctive and prolific composer, who in 1964 moved from Art Blakey’s Jazz Messengers—for whom he composed This Is for Albert—to Miles Davis Quintet, contributing, among others, the beautiful yet seldom–performed Limbo. His early albums as a leader, all recorded for Blue Note Records—from «Night Dreamer» (including the title track and Black Nile) to «Adam’s Apple», via «JuJu» and «Speak No Evil» (which features the same Infant Eyes)—have become milestones of 1960s jazz. The only exception is Ana Maria, from the masterpiece «Native Dancer», recorded in 1975 with Milton Nascimento: a deeply moving ballad dedicated to his wife, Ana Maria Patricio, Portuguese, who would later die in a plane crash in 1996. Paolo Vianello is a pianist who combines refined technique with remarkable musical sensitivity. He is highly active both on the jazz scene and in the world of quality pop music, having performed extensively with Sergio Caputo, as well as with Ornella Vanoni and Gino Paoli. For over thirty years, a leading figure in Veneto’s jazz scene, Gigi Sella is a versatile saxophonist with a particular affinity for the soprano. He is no stranger to this kind of chamber–like setting: in 2003 he released «Warm Up» (also on Caligola Records), alongside pianist Marco Ponchiroli—a context that, perhaps more than any other, brings out the intensity and refinement of his lyrical voice.


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